InfoErbe

SAPONINE

Qualsiasi glicoside vegetale con azione saponosa e che può essere digerito con produzione di uno zucchero e una sapogenina aglicone.
Molte, ma non tutte, le saponine possono essere tossiche ed accelerare la degradazione emolitica.

Le saponine sono dei triterpenoidi che quando vengono idrolizzati danno uno zucchero e un aglicone conosciuto come sapogenina. Le glicosidi saponiniche sono divise in due tipi basati sulla struttura chimica dei loro agliconi sapogenine.

Le cosiddette saponine neutre derivano da steroidi (struttura triterpenoide tetraciclica) con catene laterali di tipo spirocheta; sono presenti soprattutto nelle monocotiledoni. Le saponine acide possiedono invece una struttura triterpenoidica pentaciclica e sono le più comuni nel mondo vegetale (sono presenti in almeno 70 famiglie)

I principali percorsi biosintetici che conducono ad entrambi i tipi di sapogenine sono per buona parte identici e implicano un'accoppiamento testa-a-coda di unità di acetato. La differenziazione avviene dopo la formazione dell'idrocarburo triterpenoidico squalene, che porta in una direzione agli steroidi e nell'altra a triterpenoidi ciclici

Come si comprende dal nome, queste sostanze sono schiumogene in soluzione acquosa, possiedono cioè proprietà surfattanti. Esse sono infatti molecole piuttosto grandi, con una estremità lipofilica ed una idrofilica.

Quando sono in soluzione acquosa si allineano perpendicolarmente alla superfice, con l'effetto di ridurre la tensione superficiale dell'acqua e di formare della schiuma. Le molecole possono allinearsi per formare una configurazione sferica nell'acqua, formando una micella. Le micelle hanno un centro lipofilico, e ciò spiega la capacità delle saponine di dissolvere i grassi.

Gli schemi glicosilici delle saponine sono spesso molto complessi e comprendono fino a 5 unità di zucchero. Sono di interesse commerciale perché da esse, attraverso processi di emisintesi, si possono ottenere steroli di tipo animale terapeuticamente importanti (estrogeni contraccettivi dalla Dioscorea, cortisone, ecc.)

Le saponine producono emolisi se iniettate endovena, liberano emoglobina con tossicità renale e sono quindi molto tossiche (sono alla base di molti veleni per freccia). La dose tossica di una saponina si raggiunge quando l'emoglobina libera è abbastanza abbondante da causare una insufficenza renale (l'emoglobina danneggia il delicato epitelio del glomerulo). Le saponine non sono però tossiche a questo modo se vengono assunte per bocca. Le glicosidi non sono infatti assorbite dal tratto intestinale. Quando vengono idrolizzate dagli enzimi approrpiati si ottegono uno zucchero e l'aglicone, detta sapogenina, che è comunque anch'essa ma assorbita dall'intestino. Tutto questo impedisce che il rene debba sopportare un elevato flusso di emoglobina.

Un errore comune è pensare che l'attività emolitica sia correlata all'azione detergente. In effetti la molecola emolitica non è la saponina (detergente) bensì la sapogenina (non detergente).
Per molti anni questo dato ha suggerito ai farmacologi che le saponine assunte per via orale non potessero esercitare alcuna azione; non vi sono però ormai dubbi sull'attività di queste sostanze (vedi ad esempio gli effetti collaterali della liquirizia).

Alcune delle proprietà delle saponine sono sorprendenti, e le più interessanti sono senz'altro quelle collegate con le piante adattogene


Attività adattogena
Dati i sottili meccanismi di controllo esistenti nel corpo, specialmente riaguardo alla coordinazione ormonale, è possibile, interagendo con i canali di comunicazione ormonale, svolgere una azione state-specific, cioè che si esplica in maniera diversa a seconda dello stato di 'partenza' dell'organismo. Se il rimedio state-specific agisce a livello di un centro di coordinazione centrale (comunque sia esso inteso), è possibile che esso possa migliorare l'adattabilità del sistema. Per azione adattogena intenderemo una azione regolativa e normalizzante, non specifica, che tende ad aumentare la resistenza dell'organismo allo stress ed agli stressori; non è associata a tossicità.

Questi rimedi ci suggeriscono un differente modo di intendere la terapia: invece di 'correggere' problemi specifici possiamo utilizzare i rimedi come parte di un progetto più ampio teso a mantenere l'omeostasi. Ciò ci permetterebbe non solo di prevenire le malattie invece che curarle, ma di avere finalmente una visione fisiologica, vitale del paziente invece che patologica.

Piante adattogene: Angelica sinensis; Aralia chinensis; Aralia manshurica; Bupleurum chinense; Eleutherococcus senticosus; Glycyrrhiza uralensis; Panax ginseng; Pfaffia paniculata;
Polygala tenuifolia; Schizandra chinensis; Zizyphus jujuba.


Attività espettorante.
Le saponine sono più o meno irritanti per il tratto gastrointestinale (forse per l'azione detergente o per quella emolitica), e sono emetiche a larghe dosi, ma in in dosi sub-emetiche essa promuove una eliminazione a livello gastrico che agisce di riflesso (probabilmente attraverso il vago) inducendo secrezioni bronchiali, in maniera simile alle piante contenenti alcaloidi emetici (Lobelia inflata; Cephaelis ipecacuanha). Emetici-espettoranti a base di saponine sono: Urginea marittima; Primula veris; Glycyrrhiza glabra; Bellis perennis; Verbascum thapsus; Viola spp; Polygala senega.


Riduzione del colesterolo
Le sapogenine hanno una struttura molto simile a quella del colesterolo, e può essere che possano avere un profondo effetto sul metabolismo epatico del colesterolo. Sembrerebbe infatti che esse riescano ad interferire con l'assorbimento del colesterolo alimentare ed endogeno

Possibili modalità:
• le saponine formano dei composti insolubili con il colesterolo
• adsorbimento dei sali biliari, quindia più colesterolo utilizzato per costruire i sali biliari e meno in corcolo
• aumento della sintesi di colesterolo epatico ed intestinale
• la combinazione delle due azioni sopradescritte comporta una maggior escrezione di colesterolo nelle feci senza influire sull'escrezione dei sali biliari
E' stato suggerito che i Masai, che consumano 2000 mg di colesterolo al giorno e al contempo hanno livelli ematici molto bassi, ottengano questo effetto grazie all'elevata quantità di saponine nella loro dieta.


Effetto sul metabolismo steroideo (antinfiammatoria, estrogenica, ecc.)
Questo effetto è particolarmente interessante e da pochi anni è salito alla ribalta degli studi farmacologici. Senza entrare nel dettaglio dei singoli meccanismi d'azione, possiamo dire che molte saponine possiedono la capacità di interferire con i sistemi enzimatici che convertono gli steroidi endogeni nelle loro forme inattive. Inibendo l'azione enzimatica le saponine aumentano la concentrazione e l'emivita degli steroidi, ed esercitano quindi una azione che è solo apparentemente ormonale.
Esempi di questa azione sono la liquirizia (vedi sotto) e l'ippocastano.
L'azione delel saponine sui livelli di estrogeno endogeno segue forse un altro meccanismo. Sembra infatti che alcune saponine steroidee si leghino e stimolino, ma solo debolmente, i recettori estrogenici dell'ipotalamo. Dato che l'ipotalamo fa parte del meccanismo di feedback negativo per il controllo dei livelli di estrogeno ematico, l'organismo interpreta questa debole stimolazione come un segno di un ridotto livello di estrogeno nel sangue ed aumenta di conseguenza la produzione degli estrogeni stessi.

Lipo e idrosolubili: la maggior parte sono solubili in 45-60% alcol, poche altre sono idrosolubili e preferiscono un solvente al 25%

Miglior forma galenica: davalutare caso per caso

Azioni
• Adattogena
• Espettorante
• Antinfiammatoria
• Ipocolesterolemico
• Detergente delicato
• Probiotica
• Steroid-like

Controindicazioni e cautele
Sono irritanti per il tratto gastrointestinali, e possono causare fastidio in soggetti che siano se,sibili o soffrano di reflusso gastroesofageo. In casi più gravi o in caso di dosi eccessive possono causare vomito o diarrea. In caso di lesioni o irritazioni gastrointestinali prolungate, le saponine possono penetrare nel flusso ematico e causare reazioni tossiche.
L'uso di piante a saponine dovrebbe essere ridotto al minimo in soggetti che soffrano di colestasi

Piante
Sono presenti nelle Dioscoreaceae (Dioscorea spp), Amaryllidaceae (Agave spp) e Liliaceae (Trillium spp; Yucca spp). Leguminosae (Trigonella foenum graecum), Solanaceae (Solanum spp), Digitalis spp, Camaelirium luteum, Panax ginseng e Glycyrrhiza glabra.
Piante espettoranti Piante adattogene Altre piante
Bellis perennis (margheritina) Bupleurum chinense Agave spp
Glycyrrhisa glabra (liquirizia) Withania somnifera Chamaelirium luteum
Hedera helix (edera) Glycyrrhiza uralensis (liquirizia) Dioscorea spp
Primula veris (primula) Panax ginseng Solanum spp (dulcamara)
Verbascum thapsus (tasso barbasso) Trigonella foenum graecum
Viola spp (viola) Trillium spp
Polygala senega (poligala) Yucca spp
Urginea marittima


Cerca in un indice preciso:

Oppure cerca in tutti gli indici

Licenza Creative Commons
Il database InfoErbe
è pubblicato con
Licenza Creative Commons

Marco Valussi
Luciano Posani

Copyright 2000 - 2005 Miro International Pty Ltd. All rights reserved. Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.