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Chiuri

Diploknema butyracea (Roxb.) H. J. Lam

Fri, 23 Jan 2009 09:07:55 +0100

Etnobotanica

  • Rapporto con i Chepang

    I Chepang hanno un rapporto particolarmente stretto con l’albero del Chiuri (da loro chiamato Yoshi). Una famiglia è considerata più o meno ricca a seconda di quanti alberi possiede, e il sapere tradizionale sulle tecniche di semina, raccolta dei vari frutti e derivati e loro utilizzo è di grande interesse perché estremamente specializzato e caratterizzato culturalmente. Si può senza dubbio dire che la cultura Chepang sia strettamente associata al Chiuri.
    Narra una leggenda Chepang che: “molto tempo fa, una bufala scappò dalla propria stalla di notte e andò a mangiare nel campo di miglio finché non fu completamente satolla. Ma al momento di tornare, dato che era buio, la bufala non riuscì a ritrovare la strada e cadde in un pericoloso precipizio, e vi rimase incastrata a metà strada. Nessuno riuscì ad estrarre la bufala, e quindi ella lì morì. Nello stesso luogo, fertilizzato dalla carcassa, nacque il primo albero di Chiuri”.
    Secondo questa leggenda, si possono leggere nel Chiuri le tracce della sua origine: il frutto del Chiuri dà un succo bianco, che è il latte della bufala, e l’olio ottenuto dai semi è il burro di bufala. I piccoli granelli neri che si trovano nel frutto sono il miglio mangiato dalla bufala durante la notte. Ancora oggi i Chepang dicono che il Chiuri è come una “bufala da latte per noi”.

    A dimostrazione della profonda conoscenza che i Chepang hanno del Chiuri, basti sottolineare come essi usino almeno 32 nomi diversi per descrivere l’albero a seconda del tempo di fioritura, del colore del frutto, delle foglie, del tronco, dei rami e dei semi, della forma del tronco e dei rami, della dimensione della consistenza, del sapore e dell’odore del frutto, della produttività ed infine della posizione dell’albero stesso nel territorio.

  • Fri, 23 Jan 2009 08:46:27 +0100
  • Importanza economica per i Chepang

    Quali sono i punti di interesse del Chiuri nell’ambito di un progetto di sviluppo?

    • Importanza economica per i contadini poveri.
    • Sostenibilità ecologica: è adattato a terreni non coltivabili e migliora la qualità del suolo.
    • Potenziale economico per l’industria nepalese.
    • Importanza socioculturale per i Chepang.

    Il Chiuri rappresenta ancora una fonte di reddito non secondaria per i Chepang (ed altre popolazioni). E’ normale per ogni famiglia possedere almeno alcuni alberi di Chiuri, da 5 a 10-20 per le famiglie più ricche. Il possesso dell’albero è slegato dal possesso della terra; una famiglia può possedere degli alberi in terreni non propri; questo possesso le dà il diritto di sfruttare per prima gli alberi per la raccolta dei frutti e dei semi, ecc., fino al mese di Saun masanta (metà di luglio), dopo il quale l’albero diviene di proprietà comune e chiunque può sfruttarlo, anche se di solito vi sono accordi interfamigliari per regolare lo sfruttamento (questo tipo di gestione comune dei beni e di modificazione della proprietà è tipico dei Chepang che si distinguono dal resto delle popolazioni nepalesi anche per un ridotto divario tra uomo e donna rispetto ai diritti). L’albero è trattato come un membro della famiglia, e gli alberi della famiglia sono ereditati e divisi in parti uguali tra i membri della famiglia stessa. Il legame con questa pianta è così forte che, quando un albero è malato, viene curato dal guaritore locale proprio come curerebbe un essere umano.

    Il ghee derivato dai semi rappresenta la principale fonte di sussistenza per molti Chepang; esso costituisce la principale fonte di grasso alimentare, ed i Chepang preferiscono famiglie numerose anche perché queste significano più mano d’opera per la raccolta dei frutti. La produzione varia da 15 a 60 kg di ghee all’anno, dei quali 3-10 vengono venduti al mercato. La vendita del ghee rappresenta una fonte di sussistenza potenzialmente molto importante per i Chepang. De la Court (1995) ha infatti calcolato che vendendo il ghee la popolazione riuscirebbe a comprare 4 volte la quantità di cereali coltivabili nello stesso tempo. Il problema è che mentre offerta e richiesta di ghee sono sufficienti, i mediatori hanno per molti anni approfittato dell’ingenuità dei coltivatori per aumentare il loro profitto. E’ necessario quindi creare nuove opportunità di incontro saltando i mediatori. E’ inoltre necessario risolvere alcuni gravi problemi legati all’albero stesso.

  • Fri, 23 Jan 2009 08:38:02 +0100
  • Ghee

    Il grasso ricavato dal seme quando è puro è bianco, di odore e sapore buoni e non irrancidisce facilmente.

    Processo di estrazione del ghee
    • Raccolta dei frutti maturi
    • Eliminazione polpa e lavaggio dei semi
    • Essiccazione dei semi al sole
    • Contusione e polverizzazione del seme in un piccolo mulino detto dhiki
    • Separazione della farina del seme dal guscio
    • “Cottura” a vapore della farina (contenente il 52% di grasso)
    • La farina viene posta in un cesto di bambù detto pyar , e viene estratta per compressione grazie alla chepuwa, un attrezzo composto di due assi di legno (dette kole) che comprimono il pyar.
    • Dalla prima compressione si ricava il 27% dell’olio; il residuo viene nuovamente estratto ottenendo il 10% di grasso.
    • Una volta estratto il grasso si raffredda e solidifica
    • Il cake (pina) residuo contiene ancora il 15% di grasso.

    Il metodo d’estrazione tradizionale, dal punto di vista occidentale, è poco efficiente, dato che lascia nel residuo dei semi circa il 14% del grasso estraibile. Un’ovvia proposta è stata quella di utilizzare dei metodi di spremitura più potenti. Ma la soluzione non è cosi semplice. Una pressione più elevata estrae una maggior quantità di grassi, ma anche una elevata percentuale di saponine, rendendo il grasso non commestibile, di odore molto sgradevole e di colore dal verde al marrone. E’ quindi necessario ripartire dai metodi tradizionali e trovare un compromesso. La spremitura con pressa idraulica può andare bene per la produzione di grasso destinato a successive purificazioni per la fabbricazione di saponi o creme.

    Usi tradizionali
    Alimentare, medicinale, combustibile per lampade a burro, fonte di acido palmitico, candele, saponi, creme ed unguenti medicali
    • Alimentare: usato in cucina in svariati modi, è il grasso più economico sul mercato
    • Medicinale: internamente per costipazione cronica e febbre biliare. Rimedio topico per reumatismi, pelle infiammata e secca, lesionata, tenia pedis.
    • Combustibile per lampade a burro a scopo religioso: non crea fumo od odori cattivi, la sua luce è molto brillante e la fiamma è di lunga durata.

    Usi possibili
    • Margarina
    • Buona fonte di acido palmitico per l’industria farmaceutica
    • Candele
    • Saponi, usato al posto dell’olio di cocco
    • Creme ed unguenti medicali
    • Unito all’Attar per ungere i capelli

  • Fri, 23 Jan 2009 08:54:52 +0100
  • Semi

    I semi sono considerati galattogoghi

  • Fri, 23 Jan 2009 08:47:12 +0100
  • Cake dei semi

    Concime, pesticida, sostituto del sapone, veleno per pesci, lozione per capelli, mangime dopo la rimozione delle saponine

    Il cake grezzo è usato come:
    • Concime con proprietà pesticide (date dalle saponine), usato per i campi di riso e per le coltivazioni di banani. E’ però molto povero in azoto (< 4%-5,5%).
    • Sostituto del sapone, soprattutto per il lavaggio del bucato.
    • Vermicida, nematocida, molluschicida, rodenticida ed insetticida
    • Veleno per la pesca, meno tossico dei normali pesticidi utilizzati
    • Veleno per lombrichi per prati e campi da golf
    • Come componente di mix insetticidi.
    • Lozione per capelli in combinazione con Acacia cananna
    • Dopo la rimozione delle saponine si utilizza come mangime per bestiame bovino e polli.

  • Fri, 23 Jan 2009 09:02:52 +0100
  • Fiori

    Nettare alimentare, uso medicinale interno ed esterno del fiore e del liquore di fiori.

    Il Saccharomyces cervisia è presente naturalmente nei fiori e li rende un ottimo materiale grezzo pronto per la fermentazione alcolica.

    I fiori sono inoltre ricchissimi di nettare, che è usato dalle popolazioni locali per fare uno sciroppo molto apprezzato.
    E’ una pianta mellifera e le api producono da questi fiori un miele di ottima qualità, usato anche a scopo medicinale per il trattamento dei disturbi dell’occhio.

  • Fri, 23 Jan 2009 09:01:56 +0100
  • Corteccia

    Usato come veleno per pesci, legna da ardere, farmaco veterinario, rimedio medicinale.
    Come rimedio, i Chepang lo usano per reumatismi, ulcera, prurito, gengivite sanguinante, tonsillite, lebbra e diabete

  • Fri, 23 Jan 2009 09:00:17 +0100
  • Foglia

    Foglia verde: mangime, piatti
    Foglia secca: ‘cartina’ per tabacco

  • Fri, 23 Jan 2009 08:55:26 +0100
  • Frutto

    Alimento, sciroppo per tabacco, liquore fermentato.
    Rimedio per bronchite, disordini del sangue, consunzione

  • Fri, 23 Jan 2009 09:01:02 +0100
  • Tronco

    Pali e travi, manici di attrezzi agricoli

  • Fri, 23 Jan 2009 09:03:39 +0100
  • Rami

    Legna da ardere, manici di attrezzi agricoli

  • Fri, 23 Jan 2009 09:04:03 +0100
  • Latice

    Per intrappolare insetti ed uccelli, gomma da masticare

  • Fri, 23 Jan 2009 09:04:23 +0100

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